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Notizie sui Toponimi

Le notizie qui di seguito fornite sono state raccolte facendo ricorso a fonti scritte e al vivo ricordo degli anziani. Esse concernono, in gran parte, il significato dei nomi delle strade, delle località rurali e del vicoli antichi di San Nicola La Strada.

Sono stati tralasciati i toponimi liberati di recente che non hanno alcun legame con la storia locale, che non fanno alcun riferimento alla vita sociale del passato e che non hanno sostituito i toponimi originari.

Un lungo elenco di notizie concernenti strade intitolate a città o a personaggi notissimi avrebbe soltanto reso pesante e noiosa la lettura.

Partiamo dalle due piazze centrali e dalle strade che in esse confluiscono.

PIAZZA PARROCCHIA

Il toponimo è da collegare alla presenza della chiesa parrocchiale, i cui lavori di costruzione, iniziati nel secolo XVIII, furono diretti da Pietro Bernasconi, capomastro milanese, chiamato a Caserta per impiantare il cantiere per la costruzione della reggia, e, in seguito alla sua morte, dall’architetto Carlo Patturelli. Nel 1700 il luogo in questione era detto “La Parrocchia”. In esso era sito anche il palazzo in cui erano ubicate le curie notarili dei notai della Peruta.

PIAZZA MUNICIPIO

Questa piazza prende il nome dalla presenza del palazzo sede del Municipio.

IL TRIVIO (‘U TRIVECE)

Dall’incrocio delle seguenti strade: Via XX Settembre, Via Santa Croce, Corso Alcide De Gasperi.

La parola Trivio deriva da “trivium” ed indica il luogo in cui confluiscono tre vie. Il termine dialettale è “trivice”. Nel luogo detto “il Trivio” è sita la “casa palaziata” in cui nel XVIII secolo abitava la ricca famiglia de Piccolellis, di Napoli, la quale occupava uno dei primi posti, se non addirittura il primo, nella scala sociale locale. Nello stesso luogo, nella sua casa, un tale Nicola Motta faceva la “dogana della farina”.

VIA SANTA CROCE (‘A VIA’ A ROCE)

Da una cappella, ora distrutta, detta della Santa Croce, ius patronato della famiglia Santoro del secolo XVIII.

VIA XX SETTEMBRE (‘A VIA’A MARONNA)

Intitolata ad una data storica è la strada che porta alla chiesa della Madonna della Pietà. La gente continua a dire “‘a via ‘a Maronna”.

CORSO A. DE GASPERI (‘A VIA ‘E PAGLIARE)

Tratto di strada dell’Antica Via Appia che va da Viale Carlo III fino a Piazza Municipio.

Prima di diventare corso era denominata Via Municipio; prima ancora era chiamata “‘a via ‘e Pagliare” perchè menava al luogo detto “La Pagliara”, in tenimento di San Nicola la Strada, ove nel 1813 la Reale Amministrazione acquistò moggia 11, passi 15 e passitelli 2 di terreno, al fine di costruire lo “Stradone” e i “Passeggiatoi” davanti alla Reggia di Caserta.

Quest’ultima denominazione è ancora molto diffusa tra i cittadini.

VIA SANTI COSMA E D AMIANO

Via intitolata ai santi Cosma e Damiano, i due fratelli medici che subirono il martirio sotto Diocleziano.

In gergo popolare Via Santa Cumaia.

VIA APPIA (‘A VIA ‘E NUNZIATELLE)

Tratto di strada dell’Antica Via Appia che da Piazza Parrocchia va al Cimitero. In gergo popolare è denominato “‘a via ‘e Nunziatelle”. Tale toponimo deriva dalla chiesa della Santissima Annunziata volgarmente detta “La Nunziatella”. La predetta chiesa, non più esistente, già nel 1717 risultava “diruta”.

VIA P ILADE BRONZETTI (‘A VIA’E PERRONI)

Dal nome di un soldato garibaldino caduto in uno scontro d’armi contro l’esercito borbonico. Tale toponimo ha sostituito quello originario di “Perroni”, tuttora in voga.

I Perroni probabilmente erano una famiglia di grandi possidenti da cui traeva il nome una vasta zona del Casale delle “Massarie” (attuale San Marco Evangelista) che si estendeva fino al nostro comune. Le “Massarie” erano sottoposte a due giurisdizioni. Quelle che si trovavano nelle pertinenze di Maddaloni erano denominate le “Massarie di S. Marco”, mentre quelle sottoposte alla giurisdizione della città di Capua prendevano il nome di “Massaríe delli Perroni”.

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Proseguiamo poi con le altre strade e località facenti parte dello antico tessuto urbano.

VIA DOMENICO GENTILE

Dal nome e cognome di un soldato nativo del luogo, caduto durante la 1ª guerra mondiale.

VIA CAIROLI (‘A VIA ‘0 TURCO)

Prende il nome dai fratelli Cairoli, patrioti del Risorgimento Italiano. Il volgo l’ha sempre chiamata e continua a chiamarla “‘a via ‘o Turco”. Il significato di tale denominazione deriva dal fatto che nel passato risiedeva in quel luogo un turco.

E’ da scartare l’ipotesi dell’origine del toponimo dalla coltivazione del granturco che ivi si praticava.

LARGO ROTONDA (FORE ‘O TUORNO)

Dalla forma circolare della piazza. In gergo popolare è detto “o tuorno” ossia intorno, rotondo, cerchio.

VIA APPIA ANTICA – LOCALITA’ PONTESELICE (‘A VIA ‘A POLVERIERA)

Tratto dell’Antica Via Appia che portava anche alla “polveriera”, deposito di armi belliche, sul cui suolo sorge oggi la sede dell’Ufficio Provinciale della Motorizzazione Civile di Caserta.

PIZZO DELLA BUFALA

Località in cui anticamente vi era un allevamento bufalino.

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Passiamo ora ad esaminare i vicoli e le strade che si affacciano sulle vie sin qui citate.

I VICOLI DI VIA PILADE BRONZETTI

‘A VENELLA E SANTU NICOLE

Il toponimo deriva dall’omonima chiesetta di San Nicola di Bari, adiacente al vicolo. Sopra la porta di ingresso della chiesetta è scritto: Confraternita di S. Nicola di Bari 1719.

La “vinella” è una via piccola e stretta, generalmente senza sbocco, collegata con un’arteria principale. La parola “vinella” potrebbe derivare da “viella ” o “viarella”.

VICOLO VANVITELLI (‘A VENELLA LONGA)

Dal cognome dell’architetto progettista della Reggia di Caserta. Il volgo chiama, però, il vicolo “a venella longa”. Il significato è evidente. Il toponimo originario deriva dalla forma lunga del vicolo. VICOLO PERRECA

A conferire il toponimo è un casato. Adiacente al vicolo vi è l’enorme ed antico palazzo del Perreca.

VICOLO DEI FUNAI (A VENELLA RI FUNARI)

Il toponimo deriva dal mestiere dei “funari” che in quel luogo era svolto. Si facevano corde intrecciando la canapa intorno ad una grande ruota di legno. I “funari” lavoravano camminando all’indietro e tenendo in mano la canapa che veniva trasformata in corda. E’ rimasto il detto “vai indietro come il funaro” per dire a uno che regredisce anziché progredire.

VIA GROTTA (‘NCOPPE’A ROTTA)

L’antica strada di campagna, oggi municipalizzata, che porta alle due piccole grotte in muratura di cui non si conosce con precisione l’epoca e lo scopo della costruzione. Anni fa si raccontava ai piccini che in esse si nascondeva un omino cattivo, chiamato “Mazzammauriello”, al quale si minacciava di fare ricorso per spaventarli e tenerli buoni.

La gente chiamava le grotte con l’espressione “‘a tana ‘e Mazzammauriello”.

LOCALITA’ E STRADE DI VIA DOMENICO GENTILE

LA SAPIENZA

Località che ha assunto il nome da una masseria denominata “Massaria della Sapienza” data in affitto nel secolo XVIII dal Monastero delle Monache della Sapienza della città di Napoli.

Tuttora le mura del fabbricato dimostrano che si trattava di una masseria non certo piccola.

‘U CENTIMOLO

Strada vicinale di campagna che trae il nome dal “centimolo”, l’arnese con cui si tirava l’acqua su dal pozzo della benestante famiglia Como. Il “centimolo”, installato nel pozzo, era composto di recipienti (“catose”) che, ruotando intorno ad un ingranaggio, portavano in superficie l’acqua Che veniva utilizzata per irrigare l’orto della predetta famiglia, oltre che per uso domestico. L’attingitoio era fatto funzionare dal tiro di un asino, che girava bendato intorno al pozzo. La benda sugli occhi dell’asino aveva lo scopo di impedire che all’animale, a furia di girare, si annebbiasse la vista.

I VICOLI DI VIA APPIA

VICOLO TISCIONE,

Il toponimo è dovuto al cognome della famiglia Tiscione, la quale ancora oggi abita nel vicolo.

VICOLO STELLATO

Nome patronimico.

VICOLO MOLINELLO

Dall’esistenza negli anni passati di un mulino a palmento di piccole dimensioni dove si sfarinava grano, granone, orzo e avena.

VICOLO MAROTTA

Il toponimo è stato originato dal cognome della famiglia Marotta che negli anni passati abitava in quel vicolo.

LOCALITA’ LE TAGLIE (INCOPPE’E TAGLIE)

Con il nome “Le Taglie” erano definite le località in cui si effettuava il taglio delle pietre dolci per uso delle reali delizie”. Le cave di tufo erano denominate “monti”. Di qui il termine di “tagliamonti” per indicare gli addetti al taglio delle pietre di tufo nelle cave.

I VICOLI DI VIA SANTA CROCE

VICOLO SANTORO (‘A CUNCIARIA)

La denominazione si riferisce alla famiglia Santoro che abitava nel vicolo. Tuttora, però molti continuano a chiamarlo “a cunciaria”, dall’esistenza nel vicolo, nel secoli passati, di una conceria per la concia delle pelli.

VICOLO MIRRI (INTE ‘A FUNTANA)

Nome patronimico. Il volgo chiama il luogo “inte ‘a funtana” per la presenza di un’artistica fontana.

I VICOLI DI CORSO DE GASPERI

VICOLO SAN GIUSEPPE

Vicolo intitolato a san Giuseppe.

I VICOLI E LE LOCALITA DI VIA XX SETTEMBRE E ROTONDA

‘A CUPAE RECALE

Antica strada di campagna che unisce Recale e San Nicola la Strada e che ha l’uscita su Largo Rotonda.

La “cupa” è di norma una strada campestre stretta e con il fondo sottostante ai terreni adiacenti. A dare luogo ad una cupa è generalmente lo scolo delle acque piovane.

VIALE CARLO III (LO STRADONE)

Nel progetto del Vanvitelli il viale in questione, per l’enorme ampiezza, era denominato “o Stradone” (volgarmente “‘u stradone”). Solo successivamente ha assunto il nome di viale Carlo III, dal nome del re Carlo di Borbone.

I GALOPPATOI (I “PASSEGGIATOI, ossia, GROTTONI)

Le due strade laterali e parallele allo “Stradone”, nel progetto vanvitelliano erano dette “passeggiatoi” ossia “grottoni”. Anche per costruire i due “passeggiatoi”, che dovevano fiancheggiare a dritta e sinistra lo Stradone, furono acquistati diversi terreni. L’idea del Vanvitelli, secondo quanto afferma l’architetto Ferdinando Patturelli, era quella di destinare la strada centrale, più spaziosa, per andare in carrozza, e le due laterali, per passeggio ossia per andare a piedi. I due passeggiatoi erano detti “passeggiatoio ad oriente” e “passeggiatoio ad occidente”.

VICOLO GIANTURCO

Dal nome del famoso giurista.

‘A MASSARIA ‘A SIGNORA

Località che trae il nome da una masseria che era nei secoli scorsi di proprietà della signora donna Maria Grazia Bonito, vedova dell’illustre don Ottavio de Piccolellis.

Un cenno meritano anche le strade vicinali, che grande importanza hanno avuto nel tempo andato, cioè quando la società era agricola. Alcune di queste strade sono state cancellate o modificate dal mutamenti subiti dal territorio comunale, altre sono ancora lì senza però più svolgere un ruolo importante al fini delle comunicazioni, altre sono state municipalizzate.

Nei fogli catastali (levata anno 1895) riprodotti nel 1971 figurano le seguenti strade vicinali: Ponticello, Pozzillo, Trivicello. S. Luciella, Censo, Gaudio Grande, Gaudio Piccolo o Cuparella, Censo o Pizzo Pilato